Prenditi il mio cuore, prenditi la mia vita. È la mia resa.
“Cretina! Cretina! Cretina!”
Non è possibile che tutto questo sia accaduto a me.
È domenica. L’ultimo giorno di questo assurdo week end.
Siamo in piedi, fiere pronte a battersi. Ma per nulla.
Lui ci sperava, io ci sono cascata.
“Cretina! Cretina! Cretina!”
È stato inatteso ma è accaduto.
Il peggio. “O il meglio?”
L'annullamento. “O finalmente completa?”
La mia resa. “O il trionfo?”
Da fiera a preda mi lascio andare.
Da bravo predatore ha colto l'occasione.
-Lasciati andare a me...
“Come se fosse possibile resisterti!”
La sua voce come una nenia.
L'ho fatto.
Ho ceduto.
“Inevitabile!”
Mi trovo tra le sue braccia e non voglio combattere la mia
paura.
-Ti posso dare il mondo…
Miele per le mie orecchie.
-Posso cambiare la tua vita e riempirti di me, di ogni cosa
che desideri…
Ciò di cui il mio cuore si nutre. Le sue parole.
-Sarò il tuo amante, amico, confidente…
Lo so cosa state pensando, è bastato così poco?
Si. Questa volta si.
Sono in braccio ad un uomo statuario, bello, prepotente e
allo stesso tempo dolce. Ricco, strambo nella sua perfezione. Sta offrendo una
svolta alla mia umile vita. Perché non potrei approfittarne? In fondo il lavoro
è un contratto, e se non dovesse andare bene con lui avrei comunque la garanzia
di un lavoro. Verrebbe un po’ a meno la mia dignità, ma la banca si lava le
mani della mia dignità. La banca vuole al 15 del mese i suoi soldi e io non ne
ho. In più avrei un uomo affascinante con cui dividere il letto. Oddio sto
farneticando!!!
-La testa mi esplode…
Soffio incupita.
-Chiudi gli occhi, rilassati…
Mentre Edward mi appoggia sul letto lo trattengo.
-Devo pensarci…
-Ti lascio sola.
-No. Resta. Devi rispondere ad ogni mio dubbio, ho mille
domande per te.
-Come vuoi.
E un soffio in stile pentola pressione, uscì dalla mia
bocca.
-Dimmi cosa ti passa per questa testolina.
La sua mano calda sulla mia fronte. Seduto a fianco a me,
chino verso il mio viso.
-Risponderò a tutto. Voglio te, voglio che funzioni.
-Hai solo scopato con me?
-No.
-Cos'era, cos'è stato? Cosa ci sarà per me?
Poggiando la mia mano sul suo petto, i suoi occhi bassi sui
miei.
“Se mi guardi così mando a quel paese anche l’ultimo
briciolo di dignità e ti salto addosso. Di nuovo!”
-Non so dargli un nome. È forte e potente e non so gestirlo,
e all'idea di non averlo più mi spaventa, perché so che sarà difficile
convivere con questo sentimento senza averti accanto.
-Cosa ci sarà nella tua vita per me?
-Quello che vuoi.
-Il mio appartamento?
-Se proprio devi tenerlo ti aiuterò a mantenerlo.
-Vorrei mantenerlo ma per viverci.
-Non se ne parla.
-Ti ascolti quando parli?
-Dopo queste due notti non posso fare a meno di dividere il
mio letto con te. Stanotte mentre dormivi ti ho coccolata, stretta a me, ti ho
parlato, e tu mi hai sorriso. A te piace.
-Che mi piaccia è fuori discussione, ma non significa che
sia indispensabile.
-Per me sì!
-Inutile eh? Quando decidi poi fai… Sembri un rullo
compressore.
-Non saresti qui con me.
-Giusto.
-Ti mancherei Isa.
-Sicuro? Va beh… Il lavoro. Cosa potrei fare? Devo cercare
un qualcosa che io possa svolgere.
-Non mi hai lasciato parlare al ristorante. Posso darti una
mano, assumendoti potrei darti un lavoro e uno stipendio, un contratto, una
tutela per le tue finanze. Chiamalo come ti pare.
-Non riuscirò a dare il preavviso. Non sarà facile tornare
qui dopo questo fine settimana.
-Lascia fare tutto a me. Parlo io con loro, te l'ho già
detto, lasciati andare a me.
-Che ne sarà di me?
-Smettila Isa. Sono qua io a pensare a te. Lascia che il
peso di tutto ciò che hai trasportato in questi anni possa portarlo io. Lascia
che possa mostrarti il potenziale della vera Isa, quella passionale e capace.
-Non sai nulla di me.
-Allora parlami, apriti. Raccontami di te. Cominciamo
subito, non voglio perdere un solo secondo di più. Anche se so che ho già
scoperte le tue carte!
Mi stavo arrendendo? Avevo trovato qualcuno capace di
reggere il mondo al posto mio?
D'istinto mi volto dandogli la schiena.
Gettare tutto ciò che avevo pensato pochi secondi prima giù
per il cesso. Sono debole, basta poco. Una parola od una frase girata male e mi
ritrovo stare al mondo a testa in giù. Non mi piace ma è così che sono, uno dei
miei tanti lati negativi, forse il più brutto.
E Edward deve aver intuito questo mio cambiamento d'umore.
Sta carezzando la mia schiena e non dice nulla.
Poggia le sue labbra sulla mia spalla e sussurra parole
splendide che ho quasi paura ad ascoltare per non farle sentire al cuore,
allora per far sì che il cervello non le comprenda sospiro rumorosamente e mi
volto zittendolo impossessandomi della sua bocca impenitente.
Lo bacio.
A fondo.
Potente.
Caldo.
Per niente silenzioso.
Un ringhio che nasce dalla sua gola e mi fa vibrare come una
corda di violino.
È passione.
La mia follia.
Si... Oggi finalmente ho compreso la cosa fondamentale di tutta
questa storia.
Non posso pensare di staccarmi da lui.
A questo punto, se fossi in un romanzo, dovrebbe succedere
qualcosa di tragico affinché i protagonisti capiscano qual è il sentimento che
provano. Non ce n'è bisogno. So già da me cosa c'è in questa stanza oltre a noi
due.
C'è qualcosa che lui ha visto e sentito molto prima di me.
Ci siamo noi due e il nostro amore.
E fa paura, fa male al cuore tanto da farmi torcere la
bocca.
La stessa che ora è in possesso di Edward.
Mi scava, mi assapora, mi usa e mi piace.
E sono nel caos più assurdo, mi sento presa e tremo dalla
paura di perderlo e lasciarlo andare.
Quando mi urlò di ritenermi libera, ho provato una paura
folle.
Tutto ciò che ho vissuto in questi tre giorni è assurdo per
quanto bello.
Non voglio perderlo.
-Non mi perdi a meno che tu non voglia.
Non devo averlo solo pensato.
Lo fisso e lui risponde il mio sguardo.
-Vieni via con me.
-Un salto nel vuoto. In questo momento però, ho più paura a
non saltare.
Ed era di nuovo su di me.
Il suo corpo caldo questa volta disteso sul mio.
Movimenti lenti e sincronizzati. In un attimo nudi e
avvinghiati nel calore di ciò che stavamo per provare.
Le sue mani, carezzevoli, stimolano ogni mio punto sensibile
che neanche pensavo di percepire più.
Sono mani calde morbide e capaci. Forti e lunghe dita che
all’apparenza calde, creano brividi. La pelle si risveglia ogni volta che mi
sfiora e mi tocca. Mi perdo in una miriade di sensazioni, la stessa che si ha
osservando i fuochi d’artificio, fino a che ogni terminazione nervosa si ritira
per il troppo piacere, quasi a trattenerne ogni ricordo.
La potenza di questo uomo, il mio uomo, possente.
Ho imparato ad accogliere quest’uomo così vigoroso.
Passionale ed energico, ad ogni affondo è come essere trafitta. Raggiunge parti
che mai avrei pensato di avere. Lo sento ad ogni affondo come se mi riempisse
fino alla testa. È qui. Non solo dentro di me, che si muove da bravo amatore,
ma passa attraverso il mio cuore e anche la mia testa. È parte di me. E morirò
prima o poi. Quando si stancherà di questa insulsa personcina, che in poco più
di 70 ore si è fatta abbindolare e ora si trova nel caos più assurdo.
Le sue mani coprono il mio volto.
-Non ti perdere Isa, stai con me…
Sussurra.
Forse si è accorto dei miei viaggi mentali.
-Sentimi…
La mia bocca prova ad articolare qualcosa ma la sua è più
rapida, la sua lingua imita il suo corpo immerso in me.
Mi penetra e ne sono estasiata. È qualcosa di
inimmaginabile.
È sesso.
È possesso.
Non stiamo solo facendo l’amore, ci stiamo completando, marchiandoci.
-Sarà per sempre?
Tremo nel dire quelle tre parole. Ma lo devo sapere, anche
se sono al culmine del godimento.
-In questo momento potrei prometterti la luna…
-Promettimela…
Incalza, aumenta il ritmo.
-Punta i tuoi occhi sui miei…
Mi ordina tra un sospiro e l’altro.
-Guardami e voleremo…
Le sue spinte aumentano di intensità. Lo sento aumentare,
amplificare il suo godimento verso me. Ed è così, i suoi affondi cominciano a
portarmi verso una realtà alternativa. Non siamo più in quell’alcova, ma ci
stiamo librando verso il cielo. Stavamo fluttuando immersi nel piacere, quando
il culmine ci coglie all’improvviso e dopo un’esplosione di sensazioni, odori,
gemiti e perle di sudore, atterriamo nuovamente su quel materasso che ha
conosciuto la nostra verità.
Un amore nato tra quelle lenzuola. Un qualcosa all’apparenza
sporco, ma in realtà carico di significato.
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Mi ritrovo ad osservare l'orizzonte dalla porta finestra
dell'appartamento di Edward. Uno spettacolo unico.
Da quel week end non siamo più stati in grado di separarci.
Lavoro per lui.
Sono la sua segretaria personale.
Primo perché era l'unico lavoro che Edward mi avrebbe mai
permesso di fare, secondo perché un incarico stimolante. Soprattutto se ripenso
alle riunioni del lunedì mattina. Quattro ore intense passate chiusi nel suo
ufficio per pianificare gli appuntamenti della settimana. Ne basterebbe mezza,
ma è troppo eccitante giocare con lui.
Ha fatto tutto ciò che mi aveva promesso in quella stanza
d'albergo.
Mi ha permesso di non tornarci più.
Mi ha fatto trovare un contratto da firmare il giorno
seguente al mio licenziamento.
Mi ha aiutato a traslocare nel suo appartamento non appena
terminato il nostro week end.
Mi ha presa, catturata e coinvolta in ogni cosa.
A chi mi conosce è preso un colpo, pensando inizialmente che
Edward mi abbia ipnotizzato o drogato o addirittura fatto un rito magico, ma sa
che la trasformazione è dovuta solo all'amore che provo per quest'uomo.
È l'amore che proviamo a guidarci. Siamo assieme, siamo
felici, e sono sicura che il nostro futuro sarà lungo.
Bisticciamo spesso, anche troppo.
Anche se oramai ho capito il giochetto di Edward. Aizza le
scaramucce quasi ogni sera, solo per finire a letto a far pace.
I suoi preliminari…
Li adoro!
Adoro lui.
Adoro la mia nuova vita.
Sono una privilegiata e sto cominciando ad abituarmici.
Edward è una sorpresa dietro l’altra.
Qualche sera fa, per esempio, dopo uno degli amplessi
migliori della mia vita, mi ha chiesto cosa ne pensavo di una vita a tre. La
mia mascella si è spalancata.
È in grado di sorprendermi in ogni cosa.
Dal semplice pic-nic terminato con una denuncia per atti
osceni in luogo pubblico, ai suoi mille modi di dimostrare il suo amore per me.
Dai piccoli gesti quotidiani, alle grandi manifestazioni d’amore.
C’è amore in tutto ciò che fa, nel caffè a letto, la doccia
calda, il suo costante bisogno di precedere ogni mio desiderio.
La necessità comune di condividere ogni cosa. Cene, feste
raduni o convention, sempre assieme. Egoisticamente non potrei più farne a
meno.
“Ti
mancherei…”
Le sue parole non potevano essere più vere.
Mi sarebbe mancato se non fossi scesa a patti con lui. Se non
lo avessi seguito e oggi saremmo solo due stupidi infelici.
Ora, accanto a questa finestra, mentre viaggio con la mente,
sono serena, tanto da non aver paura o timore di ciò che accadrà. Ho il mio
uomo accanto a me e nulla può toccarmi.
Lo sto aspettando.
Ho organizzato una cenetta a lume di candela.
Sono passati sei mesi dal nostro primo incontro. La mia angoscia
e la sua sicurezza. La mia reticenza e la sua volontà. Gli devo tutto.
E mi rendo conto di non aver mai fatto progetti per me prima
di incontrare lui, di aver vissuto qualcosa di vuoto e instabile. Divago fino
ad osservare la vecchia me. Una serie infinita di porte chiuse, salite senza
scopo, giornate senza sorrisi, e soprattutto senza scuse da poter inventare. Una
vita spesa nel nulla. Ora ne sono certa.
Ora, che desidero la mia vita, in questo momento che dovrei tremare
di paura e mancarmi il fiato, vorrei urlare al mondo intero la nuova versione
di me. Quella che ha saputo accogliere l’amore. Quello vero.
Un passo verso lui, verso un mondo torto che torna in piedi
in un attimo, un passo verso una me più sicura, più consapevole di se stessa.
Così mi sento completa a pensare ad una famiglia, non fuggo,
non mi spaventa, anche se è poco che ci conosciamo. Io non posso essere più
sicura di questo mio destino.
Ci lavoreremo, ci divertiremo a immaginarlo, a sognarlo e a
modellarlo mentre, fusi l’uno nell'altra, ci crogioliamo nel sentimento più
vero. Il nostro amore.
La porta di casa si apre.
“Ci siamo Isa!!!”
-Amore sono a casa…
Diamo il via al nostro futuro…