domenica 24 febbraio 2013

Isa. Solo Isa.



-Prenotazione trattamenti buongiorno, sono Isabella, in cosa posso esserle utile?

-Salve, io vorrei prenotare un breve periodo di relax alle terme, cosa mi può consigliare?

-Bene, abbiamo diverse proposte benessere, se vuole posso inviarle un'e-mail con tutti i programmi ed i relativi costi, così potrà decidere.

-Me la invii subito sono davanti al mio Pc, così mentre mi spiega i vari trattamenti comincerò a rilassarmi e potrò decidere immediatamente cosa fare.

-Perfetto, signor…

-Edward Cullen.

-Sig. Cullen, mi può dare il suo indirizzo e-mail?

-Si, Signorina Isabella, siete signorina?

-Sono al lavoro sig. Cullen e queste sono domande troppo private.

-Bene, le do la e-mail, scriva… e.c.studiomedico@gmail.com, è l’e-mail del mio studio privato.

-Inviata, signor Cullen.

-Intanto che attendo di riceverla mi parli di lei.

-Privato.

-Devo rilassarmi per cui non posso arrivare senza sapere nulla di lei.

-Mi chiamo Isabella.

La cosa cominciava ad infastidirmi. Nel frattempo al mio pc arrivò una e-mail dalla direzione. "La leggerò poi…" pensai in attesa che il maniaco al telefono ricevesse la mia e-mail. Tra qualche giorno sarò finalmente a casa e non avrò a che fare con queste chiamate imbarazzanti e alquanto inopportune.

-Oh…..ma questo me lo aveva già detto.

-Bene, questo è tutto quello che deve sapere.

-La sua voce mi dice altro, così leggera ma profonda, dolce ma allo stesso tempo graffiante. Non può immaginare signorina quanto sia un mix letale tutto questo.

"MANIACOOOOOOOOOOOOO"

-Sto solo rispondendo ad una telefonata come da contratto di lavoro, e sono costretta ad essere cortese con un cliente alquanto inopportuno. La prego di controllare la sua posta elettronica cortesemente.

-Uhm… Vediamo… Ah si, eccola… Dunque, si va beh, la spesa non mi importa un granché direi di fare così mi prenoti un Week End Love Story 3 notti.

-Perfetto, le chiedo cortesemente il nome della persona che verrà con lei.

-Isabella.

"Perfetto… Omonimia o simpatia allo stato puro?"

-Il cognome?

-Ancora non lo conosco, sa com'è, certa gente è restia a fornire informazioni su di se.

-Ha già prenotato il soggiorno signor Cullen?

-Sarò da voi questo fine settimana.

-Bene, le manderò per e-mail gli orari, arrivederci.

-Si Isabella, arrivederci.

"Mamma mia che cafone!!! Ho bisogno di ferie, e soprattutto di evitare questo borioso cafone. Lo prenoto e poi lascio tutto alla collega del centro benessere."

Mi giro verso il PC e apro l’e-mail della Direzione.


A tutti i collaboratori
Nel fine settimana sarà ospite un amico del titolare, persona influente che dovrà ricevere un trattamento VIP particolare. 
Il Dottore ci tiene a sottolineare che dovrà essere nostra premura accontentarlo in ogni sua richiesta, ove possibile.
La persona in questione ha già prenotato la Junior Suite da venerdì a lunedì mattina.
Sarò a disposizione per qualsiasi dubbio in merito.
La Direttrice.


"Bene, un'altra rogna!!! Ma si radunano tutti qua nel week end?"

Archiviai l’e-mail e registrai il signor Cullen ed i suoi capricci per togliermelo dal mezzo.

Prenotato il pacchetto per lui e per la sua compagna, lo passai alla collega.

-Digli che sono in ferie, che non sarò disponibile, quello che vuoi ma non voglio più avere a che fare con lui, ha tutti i requisiti dello stalker!!!

-Mando io l’e-mail,  tranquilla.

-Grazie mille.

Angela era una di quelle tipe dalla testa tra le nuvole, ma sapeva fare il suo lavoro, combinazioni tra terme e benessere che solo lei era capace di fare, e sapevo che se poteva mi avrebbe aiutata ad evitarlo. Fino ad ora certe avance le avevo ricevute da novantenni ed in genere allo sportello, mai per telefono.

Il giorno dopo Angela mi inoltrò una mail.


Salve Angela,
Non vorrei sembrarle inopportuno ma ci terrei, in modo particolare, ad essere seguito da Isabella con la quale ho avuto il piacere di discutere del mio soggiorno presso di voi già ieri. 
Per quanto riguarda gli orari a me vanno più che bene, mi faccia la cortesia di chiedere alla sua collega se li trova accettabili e se ha bisogno che io interceda per lei per avere ferie dato che sarà mia ospite per tutto il week end.

Cordialità Dr. Cullen


-Angela…………. è uno scherzo vero???

-Isa, no!! Mi è arrivata stamattina e ti dirò di più. Indovina in quale stanza lui alloggerà?

-NO, TI PREGO!!!

-Si Isa, è l'ospite della Junior Suite.

-Bene, ora vado in Direzione.

-Fermati… Guarda chi è il destinatario della e-mail.

I miei occhi colmi. Anche la Direzione.

-Bene così sapranno il motivo della mia dimissione.

-Isa non farti mettere i piedi in testa e stai tranquilla.

Uscii dal mio ufficio. La porta della Direttrice era aperta, bussai allo stipite.

-Vieni Isa entra, stavo per chiamarti.

-Bene perché io non starò di certo qui a farmi trattare come una bambola. Sono pagata per il mio lavoro e non è certo quello dell'accompagnatrice.

-Lo so benissimo, per questo il Dottore mi ha chiesto di ricordarti del mutuo e che semmai tu decidessi di partecipare al desiderio del suo amico ci sarà un bel bonus che potrà risollevarti lo spirito per un po’.

Avete presente quando senti tutto il peso delle tue responsabilità esplodere in una volta sola e ricadere all'improvviso sulle tue spalle? Bene, era quel momento, quella sensazione e io avevo un fottuto bisogno di levarmi quei debiti. Ma che persona ero ad accettare un compromesso del genere?

-Alla tua busta paga sarà aggiunto un insignificante 0 solo per fare un paio di massaggi e un tuffo in piscina con questa persona.

-Come puoi chiedermi questo?

Le mie guance arrossate e gli occhi lucidi dal nervoso.

-Come tua Direttrice. Non ti ho mica chiesto di andarci a letto, Isabella. Sono solo affari e so che a te tutti quei soldi ti farebbero comodo. Io lo farei.

Si, lei lo avrebbe fatto di sicuro. Lo aveva fatto poi, accettando il suo ruolo in cambio di “altro”… era risaputo come era "capitata" la sua incredibile ascesa.

-Pensaci Isa, ti do un giorno. E se proprio ti schifano quei soldi potrai prenderti le ferie di cui tanto hai bisogno ma poi dovrai cercarti un altro posto di lavoro, e ora puoi andare.

Non avevo parole per esprimere tutta la rabbia e il rancore.

Ma la mia casa era l'unica cosa che possedevo ed ero in ritardo con i pagamenti, con il rischio di perdere tutto.

Prendere o lasciare.

La mia casa o un ponte.

Avrei dato dei paletti.

Sinceramente stavo già pensando all'idea di fare questa cosa?

I soldi che potere hanno!!!

________________

Fu una lunga notte. Pensieri e scadenze davanti ai miei occhi. Un compromesso avrebbe risolto tutto. Che fare? Come mi sarei guardata allo specchio? Era meglio una macchia nel cuore o un ponte come tetto?

Compromesso.

Accettato.

Ho paura.

Posso sempre rifiutare.

No.

Casa e lavoro.

Non avrei più nulla.

Accettato.

Lo specchio.

Avrebbe mostrato me.

Quella debole.

E lo volevo?

No.

Ma ne andava del mio futuro.

Accettato.


Salve Dr. Cullen,
Sono Isabella. Signorina Isabella e basta. Sarò con lei questo week end, ma solo per potermi mantenere il posto di lavoro. Per questo le scrivo dalla mia e-mail privata, voglio delle regole. Dei limiti che solo io potrò dare. Non lei. IO. Faccio questo per mantenere casa e lavoro, non perché lei pensa di essere chissà chi… Sarò la sua accompagnatrice durante i trattamenti in piscina e per i pasti, la camera da letto sarà preparata con due letti separati e non fornirò alcuna prestazione sessuale.
Cordialità Isabella X.


Ero viola dalla vergogna e nera dalla rabbia, uno strano mix rispetto al mio solito pallore.


La mia casella di posta si illuminò.


Bene, Signorina Isabella X,
Prendo atto delle sue richieste, ma sono convinto che alla fine sarà lei a chiedermi di soddisfarla.
Cordialità Edward Y.

-AAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!

Urlai presa dal panico nel leggere la spocchiosità di questo uomo.

Passai un tremendo mercoledì notte. Avevo due giorni per prepararmi e tre giorni da incubo da passare con questo essere insulso.

Il giovedì mattina arrivai in ufficio e chiamando la Direttrice al telefono le confermai la decisione presa. Lei mi mise a disposizione un'estetista, nel caso dovessi prepararmi, e la carta di credito aziendale.

-Sei in ferie questi due giorni. Ricordati solo di presentarti al meglio per lui.

"AAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!" Questa volta urlai nella mia mente!!!

Mi preparai come una vera geisha, ma cercai di tenere a mente solo il motivo per cui stavo facendo questo. Il mio futuro e la mia casa.

Bip…

Il mio cellulare vibrò nel cuore della notte.

-E' giovedì notte ed il pensiero che tra poche ore sarai con me mi fa tremare le gambe. Ti innamorerai di me! Io non sbaglio mai-

-Cristo santo che megalomane!!! E come cazzo ha avuto il mio numero di cellulare?? MA PORCA TROIA!!

-MA CHI TI CREDI DI ESSERE??? E CHI TI HA DATO IL MIO CAZZO DI NUMERO DI CELLULARE???-

Bip…

-Calma calma micetta!! Gli artigli li dovrai usare tra 24 ore quando saremo stesi a terra e mi chiederai di più-

-CHI TI DICE CHE IO VOGLIA CHIEDERTI DI PIU' INSOLENTE E PRESUNTUOSO-

Bip…

-LEVA QUEL MAIUSCOLETTO DEL CAZZO e non farmi arrabbiare, sei nelle mie mani micetta…-

-MA NON NEL TUO LETTO! SCORDATELO!!!-

Bip…

-MAIUSCOLETTO E NON AMO RIPETERE LE COSE DUE VOLTE! E chi ti dice che io non sappia chi sei tu!!-

Non risposi, ero arrabbiata e si, il mio futuro dipendeva da lui.

Bip…

-Non fare la reticente micetta!!! Ti piacerà avermi accanto-

-Sarò il più odiosa possibile-

Bip…

-Amo le sfide-

-Io no!-

Bip…

-Riposa micetta, voglio una rosa, non un cactus domani al mio arrivo. Piuttosto ti attendo il camera, arriverò per le due-

-AAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!

Basta, mi dissi. Spensi il cellulare e mi presi un sonnifero. Non dovevo pensarci.


La Junior Suite aveva tutto, Jacuzzi, camino a legna (vero), saletta tv, e una camera grande come casa mia. Sistemai tutte le mie cose, notai che tra ciò che era previsto dal servizio Vip vi era della frutta fresca, dello champagne, il frigo bar completamente riempito di ogni schifezza possibile e una lista per il menù da compilare per poter ricevere il servizio in camera. Fiori ovunque. Ma non fiori qualunque. Rose. Rose rosse ovunque, ed un enorme mazzo sulla consolle di ingresso. Solo allora lo notai, c'era un biglietto.

Per Isabella
Non servirebbero, ma dicono che sia il fiore della passione, e chissà che non sia di buon auspicio.
Edward

Irritante, arrogante e pure convinto di se.
Erano le 14.15 ed era anche in ritardo.


Sentii la serratura elettrica della porta scattare.
Il mio cuore cominciò a saltare all'impazzata nel mio petto. "CALMATI, CAZZO!"

Le sue mani si inchiodarono alla porta spingendola verso l'interno per aprirla. Un suo passo e mi fu davanti. Chioma folta e ramata, occhi verde oro e una mascella da urlo.

-Signorina Isabella…

La sua voce era troppo profonda, doveva farlo apposta, la gente spocchiosa sapeva cosa fare per destabilizzare la preda (io) e come farla cedere (Sempre io).

Cercai di ricompormi e darmi un tono.

-Dottor Cullen…

-Ha già sistemato le sue cose signorina?

Con un dito mi carezzò la mandibola salendo verso l'orecchio.

"DIO MIO CHE CAZZO MI PRENDE!!!! E' UN DEFICIENTE SPOCCHIOSO RICORDATI QUESTO!!" Ma tremendamente sexy. E sapeva di esserlo perché era un provocatore nato.

Mi spostai.

-Ho preso posto nell'armadio ed ho sistemato le mie cose in bagno, tocca a lei Dottore.

-Bene poi penseremo al lei, voi e formalità varie, ok micetta???

"AAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!"

Ok. Basta. Devo accettare questi giorni di boriosità e tutto passerà in un lampo.

-Ok…

Sbuffai e lo seguii. Il suo borsone in pelle nera Jil Sanders venne buttata a terra in malo modo. Un borsone da 2.000 e passa euro gettati sul pavimento come io buttavo le mie bollette…

Inconcepibile.

-Allora Isabella, che ne dici di metterti in costume e sfruttare un po’ della piscina?

Io, lui, in costume… Spero almeno abbia la pancia da mangiatore. Signore un difetto daglielo!!!

Entrai in bagno, mi cambiai. Accappatoio color beige, e ciabatte in tinta in dotazione. Cavolo che spugna morbida, quasi da dormirci stanotte. Uscii dal bagno per lasciare ad Edward il tempo di cambiarsi, ma in quel momento era girato di spalle e si stava mettendo l'accappatoio.

"DIO CHE SCHIENA MUSCOLOSA E SCOLPITA!!! FA CHE ABBIA LA PANCIA GONFIA E IL PISELLO PICCOLO!!!! SIGNORE ME LO DEVI O SUL SERIO SARA' DIFFICILE RESISTERGLI…"

-Ah sei qui? Pronta?

-Mhm…

-La signorina ha perso le parole? E sono ancora coperto…

-Non ho voglia di parlare…

-Vorrai urlare il mio nome stanotte.

Si era appoggiato alla mia fronte riducendo al minimo la distanza tra noi e il mio amor proprio.

"Ti odio Edward Cullen!! Bella ripetitelo!!!"

Mi misi il cappuccio sulla testa e mi voltai verso la porta.

-Ti vergogni?

La maniglia della porta stretta nel mio palmo e la fronte poggiata al legno.

-Troppo.

Mi fu dietro in un attimo. Le sue mani sulle mie spalle.

-Farò in modo di avere discrezione, ma tu lasciati andare o questi giorni saranno un incubo.

-Lo sono.

-Cambierai idea.

Sentivo gli occhi inumidirsi. "BASTA, ISA"

-Passiamo da dietro non voglio farmi vedere.

Strinse la presa e mi fece voltare.

-Restiamo in camera.

-Non importa. Tanto dobbiamo scendere per i trattamenti.

Le sue mani sulle mie guance arrossate.

-Solo se ti va.

-CHE CAZZO DICI??? NON HO AVUTO SCELTA, RISCHIO IL LAVORO E LA MIA CASA E TU ORA FAI LO SDOLCINATO CON ME??? NO… NON LO FARE…

Il suo sguardo mortificato divenne subito pungente e di nuovo arrogante.

-Andiamo!

Mi prese per l'avambraccio e mi trascinò in corridoio con se.


Entrammo in piscina, eravamo solo io e lui. Mi appoggiai al bordo vasca, e lui, dopo aver nuotato un po’, si avvicinò a me ingabbiandomi nel suo abbraccio. Occhi negli occhi e di nuovo la sua fronte poggiata sulla mia.

-Tu ti convincerai di me e delle potenzialità che abbiamo come coppia.

-Come sai chi sono?

-Io so.

-Non sai nulla, non mi avresti costretto a questo, davanti ai miei colleghi e di fronte a chi mi da il lavoro.

-Non avevo altro modo perché tu ti accorgessi di me.

-Non credo…

Soffiai tremula davanti al suo sguardo profondo e intrigante.

-Ah… la mia micetta comincia a fare le fusa!

Presi fiato e mi immersi con tutto il volto in acqua. Mi aveva scoperto.

Sentii la sua mano sistemarsi sotto il mio mento e trascinarmi di nuovo fuori dall'acqua.

-Sai che c'è??? Ora torniamo in camera, ti faccio rilassare un po’, beviamo quella bottiglia di champagne e parliamo un po’ di noi. Ti dimostrerò che non sono solo una persona boriosa.

-Avrai da fare.

-Ce la farò! Amo le sfide! Andiamo??

Feci cenno di sì e salimmo in camera. Andai in bagno ad asciugarmi i capelli e quando tornai in camera trovai Edward sdraiato sul pavimento che faceva zapping alla tv; aveva sistemato i flute e la bottiglia accanto a lui. Come chiusi la porta del bagno si voltò verso di me.

-Vieni, sdraiati accanto a me.

Era dura resistergli.

Mi stesi accanto a lui. Indossavo ancora il bikini, ma stringevo forte l'accappatoio a me.

-Hai freddo?

-No…

-Avvicinati a me…

-No…

-Non farti pregare, non farò nulla che non vorrai, voglio solo carezzare la tue pelle e farti capire che ho sbagliato i modi ma che il fine giustifica i mezzi…

-Non sempre…

-Quando si tratta di me si. Sempre!

Sorrisi e mi avvicinai a lui.

-Vedi, non mordo se non stuzzicato.

E mi lasciai coccolare da lui, stesi l'uno accanto all'altra. La sua mano dolce lungo il mio braccio, fino a che, presa dalla stanchezza e per colpa anche delle lunghe notti in bianco, crollai lì su quel pavimento.


Mi svegliai avvolta in comode lenzuola e con la testa affondata sul cuscino. Edward era accanto a me, steso e immobile a fissarmi.

-È qualcosa di veramente affascinante vederti dormire.

Braccio piegato a reggersi la testa che metteva in esposizione il suo bicipite. Palmo della mano a tenere quella chioma selvaggia. Labbra carnose e pronte ad essere baciate. E feci ciò che mai avrei pensato di fare, soprattutto con un approfittatore come quest'uomo che, per avermi, aveva costretto il mio datore di lavoro a ricattarmi.

Lo baciai io.

Mi presi le sue labbra, le feci mie.

In modo poco casto e molto aggressivo. Lo avvolsi con le mie braccia al collo e poi lo trascinai su di me.

Lo sentii ruggire. Lo sentii gemere. E lo sentii indurirsi facendo combaciare i nostri bacini.

Ci baciammo per un tempo indefinito. Le labbra tumide e infuocate.

-T'innamorerai di me, Isabella.

-Isa. Solo Isa.